Un’opera di design deve essere in grado di comunicare sentimenti, evocare memorie, sbalordire, commuovere, shockare.Il rapporto tra individuo e design (inteso qui come immagine coordinata e globale di un’azienda) ha assunto oggigiorno un ruolo sempre più strategico, spingendo le imprese a concepire e creare una propria immagine esterna carica di significato, ricca di valori, e che sappia suscitare emozioni e generare riflessioni. Un’opera di design deve quindi essere in grado di comunicare sentimenti, evocare memorie, sbalordire, commuovere, shockare.

In un’epoca come la nostra, caratterizzata dal sovraffollamento dei mercati e da una competizione che assume dimensioni globali, attuare una differenziazione della propria immagine si rivela un compito necessario e improrogabile per le imprese. I vecchi strumenti utilizzati fino ad ora si rivelano inefficaci, inadeguati alla complessità dei mercati e soprattutto alle nuove sfaccettature assunte dagli individui, i quali vogliono ritrovare nel mondo delle merci, ma anche nella pubblicità, nell’allestimento dei punti vendita, nei servizi, delle valenze percettive, sensoriali e artistiche. La “persona” vuole essere stimolata alla riflessione, al gioco, alla sperimentazione. Anzi vuole di più: vuole essere stupita, sorpresa di trovare sul mercato quel qualcosa che soddisfa una sua esigenza o una sua aspettativa.

Il marketing creativo sembra essere allora l’alleato fondamentale di tutte quelle aziende che hanno voglia di stare al passo con i tempi, di comunicare alla propria utenza un certo tipo d’immagine e un certo tipo di messaggio. Attraverso un approccio di marketing finalizzato all’esplorazione di nuovi territori e di nuovi concept, il design si propone di approfondire la conoscenza delle diverse categorie del consumatore al fine di attuare una progettazione di prodotti adatti alla soddisfazione dei desideri latenti del target di riferimento.

Il design è innanzitutto attività progettuale e concettuale, basata sullo studio delle funzioni, dalle quali possono nascere delle forme innovative, dei segni mai visti. Tramite l’approfondimento delle funzioni nascono dei linguaggi formali diversi ed evoluti, il ché sottolinea come il design sia molto più di una semplice operazione di styling.